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Globalist
03.12.2013

Rai allo sbaraglio: cancella C'era una volta e trasmette Mission
La Rete si è mobilitata con oltre 133mila firme per salvare il programma di Montanaro e far cancellare il reality in Congo.
È questo il nostro servizio pubblico?

 

 

Lo chiamano "servizio pubblico". La chiamano Rai. La chiamano tv di Stato. È così, quasi sempre. Poi ci sono casi in cui il pubblico resta interdetto, alcune scelte che scatenano la reazione della Rete. È il caso della cancellazione del programma "C'era una volta", andato in onda per oltre dieci anni sul terzo canale, e dell'imminente (domani) messa in onda di un nuovo reality, "Mission", un documentario/reality umanitario che ha fatto alzare un polverone mediatico non indifferente.

Entrambe le trasmissioni sono state oggetto di due petizioni lanciate su Change.org: #NoMission e #Ceraunavolta. Migliaia e migliaia di persone hanno aderito all'iniziativa.

 

Mercoledì scorso Silvestro Montanaro, storico autore di "C'era una volta", ha depositato 33mila firme in Commissione di Vigilanza Rai per dire no alla chiusura del suo programma, molto amato dal pubblico. L'appello per salvare "C'era una volta" è stato lanciato da diverse personalità del mondo della cultura e della società civile. Da Don Luigi Ciotti a Stefano Rodotà, da Vauro Senesi a Cecilia Strada, da Michele Placido a Lucio Caracciolo, alla sorella di Thomas Sankara a Lina Sastri si sono mobilitati per chiedere che la Rai non chiuda una di quelle trasmissioni che ha dato voce agli ultimi e che ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali.

 

Ora questo programma viene chiuso e viene dato spazio a programmi come "Mission", l'ennesimo reality di cui il pubblico non ha bisogno. Per questo Andrea Casale, il promotore di #NoMission, ha lanciato la sua petizione per chiedere alla Rai di annullare il programma e una serie di domande tra cui se per i vip partecipanti era previsto un gettone di presenza (in alcune interviste ad Al Bano apparse ad Agosto, il cantante parlava di un cachet di 500.000 euro. A settembre, in un'intervista su Prima Comunicazione, il Direttore di Rai1, Giovanni Leone, affermava che il cachet previsto per i vip era una diaria di 700 euro al giorno); quanto avrebbe speso la Rai per realizzare questo reality e quali accordi i VIP avevano preso per 'vendere' servizi sulla loro esperienza 'umanitaria' a qualche settimanale o altra trasmissione televisiva.

 

Nessuna risposta è pervenuta da Gubitosi e gli altri dirigenti della Rai. L'unica voce favorevole all'iniziativa è stata quella del presidente della Commissione di Vigilanza della Rai che lo ha ricevuto per farsi consegnare le quasi 100 mila firme. "Quasi 100 mila persone hanno detto chiaramente di non volere questo tipo di trasmissioni, dato il ruolo importante di agenzia culturale che la Rai ricopre e che i cittadini reclamano a gran voce. Queste firme ora diventano patrimonio della Commissione di Vigilanza Rai", ha dichiarato Roberto Fico.

 

Domani dovrebbe andare in onda la prima puntata del reality. Le richieste del web verranno ascoltate?

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